Enrico Brizzi - Bastogne

Quando Bastogne uscì nel 1996 i cari lettori avevano ancora negli occhi il romanticismo tardoadolescenziale di “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”. Forse molti di loro si aspettavano che quella storia continuasse, che il caro Brizzi scrivesse, come nelle più ben note vicende cinematografiche, “Jack Frusciante 2 – lei torna dall’America.”
Ma lo scrittore riappropriandosi di se stesso, dopo l’immenso successo avuto nonostante i suoi soli 20 anni, riesce a scandalizzare il pubblico degli “afecionados” dando alle stampe questo meraviglioso libro, che con un ipotetico Jack Frusciante 2 non ha niente da spartire.
Protagonisti di questo romanzo sono Ermanno Claypool, ventenne spacciatore nichilista, il mitico Cousin Jerry, figura quasi mitologica del racconto, sempre in giro con una spilla sulla giacca su cui, se ti sporgi bene, puoi leggere “Ti Sborro In Faccia”, e poi i compagni di avventura Raimundo Blanco e Dietrich Lasalle. I personaggi ambientati in una fantasiosa Nizza, vengono mostrati come dei nuovi cavalieri (apocalittici) moderni in lotta contro un mondo di finto perbenismo, di divismo televisivo, di compromessi e di ipocrisia. Ci si ritrova dentro molto di “Arancia Meccanica”, oltre alla violenza (alcuni la definiscono gratuita) anche la ricercatezza delle parole, slang e neologismi, ma anche (ci si trova) l’ombra di Zanardi & co. , personaggio storico del fumettista Andrea Pazienza, e infine riferimenti ad “Amici Miei” con il SuperTognaz sempre sullo sfondo. Il romanzo si legge bene, grazie alla scrittura ragionata e fluida dello scrittore ed oltre alla personalità dei quattro compari, è pieno di violenza, omicidi, droga in ogni forma e colore, rapine, vespe special e quant’altro (tanto che molti hanno ricatalogato Brizzi, dopo l’uscita, come un nuovo scrittore “Pulp”) …non adatto, quindi, ai deboli di cuore e di stomaco.
Afterhours - Germi

Se di violenza parliamo non possiamo non citare questo disco della banda Manuel Agnelli&soci, in cui la violenza (musicale) ha sconvolto letteralmente il mondo della musica nel panorama italiano. Primo disco degli Afterhours in lingua madre uscito nel 1995, dopo i due in inglese, che non hanno avuto molta rilevanza e risonanza in patria. Il suono è grezzo, e ci riporta a tratti nei lontani anni del miglior Lou Reed, alla cui musica, senza mai nasconderlo la band deve molto. I testi sono pungenti, ironici anche, toccanti,cinici e forti. Con parole ricercate e con altre mai azzardate nella musica italiana. Molte canzoni che compogono la tracklist sono delle traduzioni di alcuni dei loro pezzi in inglese. Ma l’effetto è sconvolgente, di solito nelle trasposizioni in lingua italiana ci si perde sempre, invece qui avviene l’esatto contrario e le parole si incastonano in quelle straziate note, con una precisione impressionante. Un esempio su tutti è la meravigliosa “Dentro Marilyn” (in inglese Inside Marilyn Three Time) che in italiano acquista splendore e diventa di una bellezza disarmante
“che sei il mio sovversivo / mio sovversivo amore / non c’è torto o ragione / e il naturale processo di eliminazione..” canta Manuel a squarciagola, quasi in un urlo liberatorio. Dentro ci troviamo anche pezzi come “Ossigeno”, anch’esso dall’inglese, la dolente “Pop”:
"…è facile andare / senza guardarsi in faccia / che al novanta percento / anche noi siam fatti d’acqua / mi ricordo la rabbia / che ti ha disintegrato / e ancora non so se ti è piaciuto / mentre uccidevi l’anima…” poi la mitica “Strategie” (con quel verso:
“…il vero che muore succhiandomi il cazzo…” che ha fatto impazzire il nostro amico Adriano) e infine l’omaggio a Rino Gaetano nella (a modo loro) reinterpretazione della sua omonima “Mio Fratello è Figlio Unico”.
Ascoltatelo e innamoratevi di loro.