frase del momento:

voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida

(Afterhours - Voglio una pelle splendida)

giovedì 26 aprile 2007

Nessuno grida all'oRRoRe...

Riporto un articolo apparso oggi sul Magazine del Corriere della sera.
Vuole essere un tema di discussione. Perchè molto facilmente con il governo di centrodestra tutti hanno gridato all'allarme, tutti si sono ritenuti indignati, tutti hanno urlato all'orrore (magari con tutte le erre moscie). Si è scioperato in ogni luogo e dove,con il benestare delle autorità scolastiche, dei sindacati e dei benpensanti della sinistra (Non tenendo conto che la nostra scuola, aveva ancora una riforma risalente a tempi in cui la televisione era in bianco e nero). Della serie come siamo bravi a criticare, ed è quello che l'allora opposizione, il centrosinistra, fece a spada tratta...(forse solo per principio). Ed ora che il centrosinistra è al governo? Ora nessuno sciopera? Nessuno grida all'orrore? Dove sono finiti i cortei? mah...

LA SITUAZIONE DELL'UNIVERSITA' (PESSIMA) E' INTOLLERABILE.
di Angelo Panebianco.
L'attuale governo di centrosinistra, così come il precedente (1996-2000) , in tema di educazione è disastroso. Più si sale la scala dell'istruzione e peggio è. Questa bella politica sta mettendo in forse anche le poche cose che funzionano: l'eccellenza dei Collegi universitari. E' ora di dire basta.

La politica del centrosinistra nei confronti del sistema educativo è un aspetto di solito poco considerato. Ma è decisamente interessante. Tradizionalmente, il centrosinistra riscuote un consenso maggioritario fra gli educatori di ogni ordine e grado (dalla scuola elementare all'Università). Ci si potrebbe quindi aspettare che esso promuova in questo settore più che in altri politiche di qualità. Non è così. Nell'ambito della scuola la parte fino a oggi più "qualificante" della politica scolastica dell'attuale governo ha riguardato, oltra che la liquidazione della riforma Moratti (invisa al centrosinistra per ragioni ideologiche), l'assunzione in massa di legioni di precari. La si chiami come si vuole ma questa non è di sicuro una politica dell'istruzione di qualità. Forse le cose vanno meglio nel caso dell'Università? Non pare proprio. Già l'esperienza precedente del centrosinistra al governo (1996-2000) fu disastrosa per l'Università. In quella legislatura vennero riformati i concorsi universitari in modo tale che il risultato fu una gigantesca ope legis, una raffica di promozioni indiscriminate. Venne inoltre introdotta la laurea triennale. Tutti sanno che la laurea triennale è stata un fallimento, che ha contribuito ad abbassare drammaticamente la qualità degli studi universitari, ma nessuno ha il coraggio di dirlo nè di metterci mano. L'Università, inoltre, è stata duramente colpita dall'ultima Finanziaria. E poichè siamo in Italia nessuno ha proposto che le pesanti decuratazioni di bilancio possano essere almeno in parte compensate da aumenti delle tasse universitarie. Populismo e demagogia impongono che non se ne parli nemmeno. Questa bella politica sta mettendo in forse anche una delle poche attività di eccellente qualità sopravvissute, quella dei Collegi universitari. Istituzioni come la Scuola Normale Superiore e la Sant'Anna di Pisa e i 14 collegi (come il Ghisleri e il Borromeo di Pavia), legalmente riconosciuti, che assicurano una formazione di altissima qualità a circa cinquemila studenti, hanno lanciato un appello per sollecitare coloro che sanno quanto tali istituzioni siano preziose per il Paese a difendere la loro attività oggi messa a rischio dai tagli della Finanziaria. Il contrasto fra la propaganda (che parla di valorizzazione delle forze intellettuali, del capitale umano eccetera) e la realtà si è fatto davvero intollerabile.



12 commenti:

Anonimo ha detto...

Trattandosi di Panebianco non mi stupisce il taglio dell'articolo.
Cioè: vero che la riforma cosiddetta del 3+2 nei fatti è andata male (perchè in teoria era buona l'idea di scorporare gli studi in maniera che chi voleva sfruttare la triennale per i pubblici concorsi poteva da subito inserirsi sul mercato del lavoro, mentre chi completava con la specialistica poteva accedere a gratificazioni più alte e con l'apprendimento di saperi mirati); vero che sui giornali non se ne parla più, come se magicamente ora tutto andasse bene (se è per questo sembra essere terminata anche l'emergenza dei bassi salari denominata popolarmente come "sindrome della quarta settimana", ma va beh questo è un altro discorso...) ; vero che i fondi per le scuole e la ricerca sono stati drammaticamente abbassati in quest'ultima Finanziaria, e solo la minaccia della Levi Montalcini di non votarla consentì l'aumento delle già esigue risorse.
Però è pur vero che Panebianco non può liquidare l'avversione del mondo accademico alla legge Moratti come puramente "ideologica", come se si fosse ravvisata una sua utilità ma a priori essendo una riforma di destra andasse comunque avversata. Alcuni amici dei miei sono professori, e spiegavano con motivazioni tecniche, non ideologiche, la loro critica al provvedimento. In sostanza, non mi pare il caso di trasformare l'argomento scuola in una contrapposizione tra pessime riforme di sinistra e pessime riforme di destra. La scuola è uno di quei temi che necessiterebbero di riforme condivise da tutto il Parlamento, nell'ottica esclusiva del miglioramento di istruzione, educazione, professionalità del corpo docente. E' un settore troppo strategico per l'Italia e il suo futuro, sarà una frase fatta ma da essa dipende il futuro del Paese per le generazioni successive.Da essa dipende l'educazione del cittadino e la formazione delle future classi dirigenti.
Ridurre l'argomento a "la sinistra ha fatto schifo" o a "La Moratti era un disastro", questo sì francamente mi pare dettato da avversione puramente ideologica.

...

"Osteria dei Satiri" ha detto...

è stata la sinistra a ridurre l'argomento in questi termini, già prima di entrare al governo se non ricordo male, definendo tutto quello che aveva fatto il centrodestra come un male oscuro da estirpare appena subito insediatasi al governo, salvo poi arrivare a pensare "forse non è tutto da buttare" come volevamo far credere, anche perchè sarebbe stata più deleteria questa politica, visto che dopo non sarebbero sicuramente riusciti,data la perdita di tempo, ad attuare le loro riforme...
io non ho posto l'argomento in termini della sinistra fa schifo, ma ho voluto far notare questo, che fin quando c'è da criticare e scendere in piazza allora va bene, ma quando ci si deve rimboccare le maniche e attuare quelle poche cose di cui andavano vantandosi quando erano all'opposizione, sono uguali agli altri, se non peggio.
Beh penso che Panebianco capisca e sappia che ci sono ben altri motivi sulla avversione alla riforma Moratti, ma gran parte della sinistra l'ha rifiuta soprattutto in questi termini. a priori.
questo non dobbiamo dimenticarlo.
max

Paco ha detto...

Ciao ragazzi, come sempre grazie per la visita. Le lasagne ce le mangiamo poi in qualche trattoria in città.
La qualità della scuole è anche, se non soprattutto, una questione di qualità delle persone che la fanno.
Io ho fatto una scuola che era sbeffeggiata, ma a confronto di questo era come andare a Eaton!
L'illusione che fosse una questione di organizzazione è stata frantumata dai fatti. Non è cambiando i cicli di studio che si migliora l'approccio degli studenti e quello delle famiglie, ne tantomeno la qualità degli edifici e degli strumenti a disposizione.
I lavoratori della scuola non sono sempre stati disposti ad un serio confronto con il privato per paragonare la propria attività con quella di altre categorie di lavoratori.
Non è una questione di ritocchi al ribasso, ne una gara di produttività, ma in questo da destra e da sinistra, nessuno si è sbilanciato, cercando di lisciare il pelo ad un potenziale elettorato.
Per finire. Se il 50% del PIL se ne va in spesa pubblica, mi spiegate dove sta?
(io la rissposta credo che sia in Afganistan , ma non voglio suggerire)

Anonimo ha detto...

Più che altro non possono cambiare tutto quello che volevano cambiare sia per una litigiosità ormai patologica tra i partiti e partitini del centroSX (nonostante la sottoscrizione di un programma di governo) sia perchè i numeri al Senato non permettono libertà di manovra: infatti molti provvedimenti di questa legislatura sono stati varati con l'accordo col centroDX o con l'appoggio dei semi-dissociati dell'UDC. E quando si sono intestarditi hanno sfiorato il "tutti a casa". Con quei numeri il centroDX potrebbe affossare quando vuole questo governo. Se non lo fa è perchè ci sono degli accordi: anche questo (soprattutto questo) è politica. Sarà per questo che in fondo si tengono con un diplomatico "non faceva poi così tanto schifo", il che, se vogliamo regalarci un sorriso, denota il tentativo inedito a sinistra di finirla con gli steccati ideologici e di collaborare in uno spirito bipartisan :-P
Di certo non è un problema di mancanza di tempo comunque.

Su Panebianco: se il giornalista sa, come tu sostieni, che ci sono ben altri motivi per essere avversi alla legge Moratti, e non lo scrive sul suo articolo, o meglio scrive solo la ragione che fa più comodo a lui, allora è un giornalista fazioso, perchè non ha assolto al dovere di informare con completezza dei dati di sua conoscenza i suoi lettori.
Non potrai che concordare con me di fronte a questa evidenza logica.
Il politico (di sinistra o destra) può anche permettersi nei suoi discorsi la parzialità: il giornalista (tendenzialmente) no.

...

"Osteria dei Satiri" ha detto...

beh su Panebianco io ho ipotizzato che fosse a conoscenza, ma non so dirtelo di preciso, certo altri motivi ci saranno, ci sono, ma penso che lui abbia voluto far emergere quello più diffuso.
come scritto infatti: invisa al centrosinistra per ragioni ideologiche...
per il discorso dei giornalisti meglio non entrare in questi discorsi poichè come tu ben sai a volte i giornalisti sono peggio dei politici...
Ma non penso che sia il caso di Panebianco...forse avrà qualche simpatia,ma non è fazioso. ha solo riportato una verità.
max

"Osteria dei Satiri" ha detto...

Quest'articolo mi sembra abbastanza forviante. Premetto che non voglio giustificare e assolvere le decisioni di questo centro-sinistra, a cui di sinistra rimane ben poco, ma bisogna mettere i puntini sulle "i". Vi puntualizzo che l'ex governo di centro-destra ha peggiorato di gran lunga la situazione del disastroso D.Lgs Zecchino-Berlinguer.
1) ha affiancato i paramentri quantitativi a quelli qualitativi. Significa che un Ateneo con tanti iscritti e una bassa qualità della didattica avrà più finanziamenti rispetto ad un Ateneo con pochi studenti e alta qualità.
2) ha introdotto la figura oscena e dissacrantre del Prof. a contratto.
3) ha introdotto il decentramento delle Facoltà. Ciò ha indotto l'apertura di corsi di laurea assurdi (CdL in Giardinaggio e decorazioni floreali) in paesini sperduti con un aumento drastico della spesa (più uffici, più incardinati, più strutture, più soldi).
3) ha riordinato lo stato giuridico della docenza. In realtà non era un riordino, ma uno sfacelo. Scompare la figura del ricercatore (hanno bloccato i concorsi ed ha messo in attesa gli idonei), il passaggio (fisiologico) da Prof. Associato a Prof. Ordinario bloccato. Ha blocatto la proposta di estensione (non innalzamento) delle borse di studio a tutti i dottorandi.
4)Hanno smantellato il CNR (fiore all'occhiello del Paese), hanno ridotto drasticamente i fondi per ITT di Genova ela SISSA di Trieste.
E la lista continuerebbe.
Questo tema non ha colori, l'università è sempre stata massacrata sia da una parte che dall'altra. Basti pensare che l'Italia investe nella Ricerca solo l'1,1% del PIL. Non si può giocare (tantomeno avallare, questo recipisco dall'articolo) al "passa la patata bollente" con questo Tema.
E poi il solito luogo comune: il mondo accademico è di sinistra...Ma dai viviamo nel Paese del Mammoli? Max, come ben sai, frequento il mondo accademico e ti assicuro che il mondo accademico non è proprio così, anzi...la mia onestà intellettuale mi consiglia di chiedere a Panebianco (ed indirettamente anche a Max) di affrontare certe tematiche con più ampie prospettive. Condivido pienamente il commento di "...": l'autore è un pò fazioso. Inoltre per fare le, tanto declamate, riforme, ci vogliono speranze, attendibilità strategica e soprattutto soldi. Ma se il capitolo spesa "Università e Ricerca" è in rosso come si fanno a fare le riforme (siano essere di sinistra che di destra)?
Eh eh eh così non va...
Occhi ed orecchie aperte!

Peppe G.

Daniela ha detto...

La scuola italiana,dalla materna,passando per la primaria,le medie,le superiori, fino ad arrivare all'università, ormai da tempo penso che possa essere additata come tra le più disorganizzate e meno qualificate d'europa(e tralascio volentieri il discorso stipendi....)
Ci sono insegnanti,che possono essere definiti tali solo perchè un concorso li ha collocati dietro una cattedra....e si sa come funzionano i concorsi in Italia!
Sono pochi poi, i docenti di ruolo e questo porta ad una patologica situazione di "SICURO PRECARIATO" che vede l'avvicendarsi nelle classi di insegnanti che sfruttando al massimo i giorni di malattia, le ferie e quant'altro...lasciano in difficoltà gli utenti della scuola(in primis), i dirigenti e i colleghi che devono sostituirsi perchè i fondi non ci sono e non si nominano supplenti,o supplenti di supplenti.
La qualità della scuola italiana è bassissima,e il valore che si assegna alla ricerca è nullo.
Viva l'italia(volutamente scritto minuscolo!)

"Osteria dei Satiri" ha detto...

non penso che l'autore sia fazioso lo ripeto, e non mi sembra che sia stato detto che la riforma Moratti sia stata una manna dal cielo, certo tu (Peppe G.) hai elencato le cose che secondo te non andavano,ma credo che dopo anni di "nessuno osi toccare la scuola" qualcosa doveva essere fatta. non penso,continuo, che la legge Moratti sia tutta buttare...
per quanto riguarda gli ambienti scolastici, non dico che siano tutti di sinistra, sarebbe una minchiata, però non bisogna dimenticare che in massa scesero in piazza primi fra tutti i presidi...ora tu mi dirai: lo hanno fatto perchè la riforma faceva schifo, ma io penso che qualcos'altro dietro ci sia.
Puoi dire a Panebianco quello che vuoi, ma non mi sembra che l'argomento sia espresso male. e non c'entra niente tutta questa discussione su legge Moratti e quant'altro. quello che l'articolo voleva mettere in luce, lo ripeto, era il fatto del totale silenzio di tutti gli ambienti. nonostante le cose vanno a scatafascio. vantarsi del fatto noi siamo per la qualità..dove sta la qualità?
i sindacati non scioperano più? niente scioperi generali?
l'autore è un pò fazioso, solo perhè dice queste cose? mi sembra assurdo che qualcuno non possa esprimere liberamente le proprie idee. se avesse detto che il centrodestra faceva schifo tutti a battere la mani...eh eh eh.
per quanto riguarda le riforme, ci vogliono soprattutto le idee, e i soldi, ma i soldi si possono trovare se vogliono...
oppure possono essere utilizzati meglio.

"Osteria dei Satiri" ha detto...

se vi sembra fazioso allora in questo articolo sarà ancora peggio...

la scuola senza qualità

max

"Osteria dei Satiri" ha detto...

Bhe se tu dici che la riforma Moratti non è da buttare dimmi qualche nota positiva di tale riforma...Un giornalista che argomenta un tema criticandolo semplicemente sotto un'ottica è faziozo (a prescindere dalla fede politica). Non lo si può liquidare e giustificare dicendo che ognuno è libero di dire quello che vuole: il comune cittadino può dire quello che vuole, pure castronerie, ma il giornalista (di professione) deve far fede al codice deontologico che gli impone di riportare l'informazione per quella che è, o quanto meno vedendola da varie angolazioni. Noto con rammarico che si è poco informati sul tema: gli scioperi sono stati fatti, 2 nell'arco di 2 mesi ( ricordo che il governo ha appena un anno di vita e che la Finanziaria è stata varata dal qualche mese...), sicuramente non come quelli fatti contro il DdL Moratti, ci sarà un perchè...Inoltre ricordo che questo DdL è stato criticato aspramente non solo dal mondo "sinistroide" dell'università, ma anche da quello "destroide" (quindi non è semplicemente una mera battaglia ideologica). Sicuramente una riforma dello stato giuridico della Docenza, che abbraccia dall'asilo all'Università, era ed è una priorità, ma non la proposta della Letizia. Siamo seri...ù
Io non ho elencato le cose che non andavano secondo il mio punto di vista, basta documentarsi un attimo per constatare che si tratta della materiale realizzazione del DdL. Che i mass media non si occupino più del tormentone Università è un dato di fatto, un costume mediatico, ma non è assolutamente vero che l'ambiente accademico si sia zittito. Basta leggere i documenti stilati dal CNS, dalla Conferenza dei Rettori, dalla Conferenza dei Presidi e da ogni singolo Senato Accademico, per capire il malcontento degli Stati generali dell'Università (non è una questione di colore politico). Bisognerebbe parlare forti di dati oggettivi alla mano, e non per sentito dire...

Peppe G.

"Osteria dei Satiri" ha detto...

perchè tu stai parlando forte di dati alla mano? anche tu stai parlando per sentito dire, non vivi mica l'università come la vivono i docenti e i presidi.
e soprattutto non puoi avere la prospettiva di un tecnico. gli scioperi se ci sono stati non si sono fatti sentire e come hai detto i mass media ora non si occupano del problema scuola, non stiamo parlando solo di università...
pè tu lo sai ne abbiamo parlato molto di questo argomento...e queste discussioni te le ho sentite dire un sacco di volte, avrai letto la legge, ma l'hai letta sempre secondo un'ottica di polemica, ricordati che oltre alla legge ci sono le interpretazioni di queste, come è ben noto per quanto riguarda la riforma Biagi,anch'essa attaccata da tutti, che di per se aveva degli spunti che ci ricollegava al mondo del lavoro europeo. (per favore non apriamo un dibattito anche su questo anche perchè il dibattito che si è aperto io non l'avevo posto in questi termini siete stati voi ad incanalarlo su questa ditrezione)Io avevo semplicemente riportato il silenzio della stampa e l'arroganza della sinistra che aveva fatto come dice Panebianco "propoganda" sulla qualità e sull'attenzione da porre al mondo dei cervelli.
Poi mi sembra che sia il tuo giudizio su Panebianco ad essere fazioso. poichè la sua esperienza e la sua professionalità (nel settore scuola) gli danno più diritto di te (scusami) a fare determinate affermazioni.
io non voglio fare una difesa della destra, non era mia intenzione,ma semplicemente ricordare che a parole siamo tutti bravi.
la legge Moratti, poteva avere e aveva in se, dei difetti,non lo metto in dubbio, visto che li ho vissuti sulla mia pelle(passaggio dal triennio alla specialistica), ma penso che fondamentalmente sia stata contestata in massa, anche perchè andava a toccare alcuni privilegi, e in certi frangenti cercava di centrallizzare il livello decisionale al ministero.
cmq il discorso di partenza era un altro.tu sei partito dal fatto che la tua non era una difesa della sinistra, salvo poi concentrare l'attenzione sulla riforma Moratti, che nell'articolo non è definita ne come un bene assoluto nè come un male, è soltanto citata.
e soprattutto aggiungere che le riforme si fanno con i soldi e se il ministero non ha fondi non è certo colpa loro, se questa non è una difesa,cos'è? non immagino pensare cosa avresti scritto se per caso avessi voluto difenderla apertamente! ciao Pè non ti agitare...(soprattutto quando ho detto che Panebianco ha più diritto, forse ho sbagliato termine, ma non era offensivo...placa il tuo ego su questa affermazione!)
max

fabio1 ha detto...

Scusate l'intromissione al post. Grazie, è proprio così. Non avrei mai aperto un blog senza la gentile richiesta di qualcuno. Quindi non mi interessa far numeri. Il vostro blog è da seguire.
saluti
fabio